Ieri io e l’Uomo siamo andati a Villa d’Este, che era a 1euro per tutta la giornata. E’ magnifica. Ho portato la nikon e ho fatto un sacco di foto e non volevo più andarmene perché era davvero tutto meraviglioso e dalla balconata il panorama è un vero e proprio spettacolo.Poi abbiamo passeggiato alla scoperta di Tivoli dove c’era una sagra di non so cosa e il paese era tutto in festa e si ballava, un frate spazzava il sagrato della chiesa dove poco prima una coppia si era sposata, le vecchine chiacchieravano riunite su un muretto, i giovani bevevano birra e battevano le mani a tempo di musica, i gatti si crogiolavano al sole. Mi è piaciuto tanto perderci nelle viuzze, tra salite e discese, in mezzo ai bambini che giocavano spensierati e le persone che si salutavano da un lato all’altro della strada. Per noi - “romani di Roma” - il posto sembrava come abitato da un’unica grande famiglia.

Ieri io e l’Uomo siamo andati a Villa d’Este, che era a 1euro per tutta la giornata. E’ magnifica. Ho portato la nikon e ho fatto un sacco di foto e non volevo più andarmene perché era davvero tutto meraviglioso e dalla balconata il panorama è un vero e proprio spettacolo.
Poi abbiamo passeggiato alla scoperta di Tivoli dove c’era una sagra di non so cosa e il paese era tutto in festa e si ballava, un frate spazzava il sagrato della chiesa dove poco prima una coppia si era sposata, le vecchine chiacchieravano riunite su un muretto, i giovani bevevano birra e battevano le mani a tempo di musica, i gatti si crogiolavano al sole. Mi è piaciuto tanto perderci nelle viuzze, tra salite e discese, in mezzo ai bambini che giocavano spensierati e le persone che si salutavano da un lato all’altro della strada. Per noi - “romani di Roma” - il posto sembrava come abitato da un’unica grande famiglia.

Getta via i vestiti,
i connotati, i ritratti;
non ti voglio così,
travestita da altra,
figlia sempre di qualcosa.
Ti voglio libera, pura,
irriducibile: tu.
Quando ti chiamerò, so bene,
fra tutte le genti
del mondo,
solo tu sarai tu.
E quando mi chiederai
chi è che ti chiama,
che ti vuole sua,
sotterrerò i nomi,
le pergamene, la storia.
Comincerò a distruggere quanto 
m’hanno gettato addosso
da prima ancora ch’io nascessi.
E ritornato ormai
all’eterno anonimato
del nudo, della pietra, del mondo,
ti dirò:
"Io ti voglio, sono io".

 Pedro Salinas

Stare al passo coi tempi (degli altri)

Stasera un amico ha invitato me e un bel gruppetto da lui a cenare e cazzeggiare. Orario di ritrovo: 21.30. Ovvero alle 22.30 saranno arrivati non dico tutti ma almeno il numero sufficiente per iniziare ad apparecchiare.

Ora, spiegatemi una cosa: ma sono l’unica che se a quell’ora non ha ancora messo qualcosa sotto i denti se magnerebbe pure i tavoli e i comodini e l’intonaco delle pareti?

Comunque ormai sono tre settimane che squatto quotidianamente su Ricky Martin e il mio sedere sta diventando una cifra latino.

Sono a pag. 19 della tesi ed è da circa un’ora che sto seduta alla scrivania e guardo fuori dalla finestra in cerca di ispirazione, UFO o un segno divino. Finora l’unico messaggio della volta celeste è stato la cappa di umidità pazzesca che si è abbattuta su tutta Roma (ma non credo conti come fenomeno paranormale né tantomeno come spunto creativo per scrivere la tesi).
Penso a tutto e a niente e a dove vorrei essere in questo momento. O a dove vorrei tornare. Tipo là. Nella stessa identica posizione. Tutta questa giornata, passarla così. Si può fare?

Sono a pag. 19 della tesi ed è da circa un’ora che sto seduta alla scrivania e guardo fuori dalla finestra in cerca di ispirazione, UFO o un segno divino. Finora l’unico messaggio della volta celeste è stato la cappa di umidità pazzesca che si è abbattuta su tutta Roma (ma non credo conti come fenomeno paranormale né tantomeno come spunto creativo per scrivere la tesi).

Penso a tutto e a niente e a dove vorrei essere in questo momento. O a dove vorrei tornare. Tipo . Nella stessa identica posizione. Tutta questa giornata, passarla così. Si può fare?